
Trigger Point
Guida pratica
Fisioterapia, terapia manuale e dolore miofasciale

ANNO
2007
EDITORE
Edi-Ermes
EDIZIONE
1
ISBN
978-88-7051-257-1
AUTORE
Simeon Niel-Asher
Perché leggerlo
Il testo Trigger Point aiuta a trasformare l'anatomia muscolare da conoscenza teorica a esperienza palpatoria. Attraverso immagini chiare, mappe del dolore riferito e indicazioni pratiche, il lettore viene guidato a riconoscere i muscoli attraverso le mani e a mettere in relazione ciò che percepisce con i sintomi riferiti dal paziente. È particolarmente utile per approfondire l'anatomia palpatoria, comprendere il concetto di dolore riferito e sviluppare una maggiore capacità di osservazione e valutazione manuale. Va tuttavia letto alla luce delle attuali conoscenze sulla fisiologia e sulla complessità del dolore.
RECENSIONE COMPLETA
Trigger Point. Guida pratica di Simeon Niel-Asher è un testo che insegna a trasformare l'anatomia muscolare da qualcosa che si studia sui libri a qualcosa che si impara progressivamente a riconoscere attraverso le mani.
Pubblicato in Italia da Edi Ermes nel 2007, rappresenta un interessante riferimento per chi si avvicina allo studio dei trigger point e, più in generale, alla relazione tra muscolo, palpazione e dolore.
Uno dei principali meriti del volume è il suo carattere estremamente pratico. L'anatomia non viene presentata soltanto come conoscenza teorica: origine, inserzione, funzione e azione dei muscoli diventano informazioni da utilizzare concretamente durante la palpazione e la valutazione.
Alla base del libro troviamo inoltre un concetto clinicamente importante: il punto nel quale il paziente avverte dolore non coincide necessariamente con il punto dal quale quel dolore può originare. La presenza di pattern di dolore riferito porta quindi il terapeuta a non limitarsi alla domanda "dove fa male?", ma a interrogarsi anche sulla possibile provenienza del sintomo. La palpazione assume così un ruolo centrale. Conoscere un muscolo attraverso un'immagine anatomica è differente dal riconoscerlo attraverso le mani, individuarne i margini, seguirne le fibre e percepirne le caratteristiche.
Il percorso proposto da Niel-Asher accompagna progressivamente il lettore dalla conoscenza anatomica alla pratica manuale: conoscere il muscolo, individuarlo, palparlo, ricercare eventuali aree sensibili, verificare la relazione con i sintomi riferiti dal paziente e infine applicare le tecniche di trattamento proposte. Un altro punto di forza è rappresentato dall'apparato iconografico. Le numerose immagini a colori permettono di associare rapidamente i muscoli alla loro posizione anatomica, alla localizzazione dei trigger point e alle aree nelle quali può manifestarsi il dolore riferito. Questo rende il volume intuitivo e particolarmente utile anche durante lo studio dell'anatomia palpatoria. Il libro affronta inoltre differenti tecniche manuali e metodiche utilizzate nel trattamento dei trigger point. Anche in questa parte prevale l'impostazione pratica: l'obiettivo non è soltanto descrivere il fenomeno, ma fornire al lettore strumenti concretamente applicabili.
È tuttavia importante considerare l'epoca nella quale il testo è stato pubblicato. L'edizione italiana risale al 2007 e, negli anni successivi, la ricerca sul dolore, sulla sensibilizzazione del sistema nervoso e sui possibili meccanismi attraverso i quali le terapie manuali possono influenzare dolore e funzione ha continuato a svilupparsi. Alcune interpretazioni fisiopatologiche legate alla teoria dei trigger point devono quindi essere lette all'interno del loro contesto e non utilizzate come spiegazione unica dell'esperienza dolorosa. Questo non riduce necessariamente l'utilità del volume. Significa piuttosto riconoscere con precisione ciò che, ancora oggi, può offrire: uno strumento per approfondire l'anatomia palpatoria, comprendere il concetto di dolore riferito e sviluppare una maggiore capacità di osservazione e ricerca manuale. Il rischio sarebbe utilizzare il libro come un catalogo nel quale a ogni dolore viene automaticamente associato un determinato muscolo. Un trigger point non dovrebbe essere considerato la causa di un sintomo soltanto perché individuato in una posizione compatibile con una determinata mappa. Ciò che viene rilevato attraverso la palpazione rappresenta un'informazione da integrare con anamnesi, osservazione, movimento, funzione e risposta del paziente alle diverse sollecitazioni.
In definitiva, Trigger Point. Guida pratica rimane un testo chiaro, ricco di immagini e fortemente orientato alla pratica. Non può essere considerato un testo completo sulla moderna scienza del dolore e alcune delle sue interpretazioni richiedono oggi un'integrazione con conoscenze più recenti. Mantiene però una buona utilità come manuale di consultazione e, soprattutto, come strumento per sviluppare una maggiore sensibilità anatomica e palpatoria.
NOTA ANTYGE
La mano come strumento di valutazione prima ancora che di trattamento.