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Il cervello del paziente

Le neuroscienze della relazione medico-paziente

Neuroscienze, relazione terapeutica

Il cervello del paziente
ANNO
2012
EDITORE
Giovanni Fioriti Editore
EDIZIONE
1
ISBN
978-88-95930-49-7
AUTORE

Fabrizio Benedetti

Perché leggerlo

Un testo fondamentale per comprendere, attraverso le neuroscienze, ciò che accade nella relazione tra terapeuta e paziente. Benedetti approfondisce dolore, interocezione, empatia, aspettative ed effetto placebo, collegandoli ai meccanismi nervosi e ormonali. Un libro scientificamente rigoroso, particolarmente indicato per i professionisti sanitari che desiderano comprendere meglio il valore biologico della relazione terapeutica.

RECENSIONE  COMPLETA

Il cervello del paziente – Le neuroscienze della relazione medico-paziente, scritto da Fabrizio Benedetti, rappresenta un testo di grande interesse per comprendere, attraverso le neuroscienze, ciò che avviene nella relazione tra professionista sanitario e paziente. Benedetti è uno dei maggiori studiosi nel campo della fisiologia e delle neuroscienze applicate agli effetti placebo e nocebo. In questo volume raccoglie e presenta numerosi studi e sperimentazioni riguardanti l’interazione medico-paziente e le complesse connessioni esistenti tra emozioni, aspettative, percezioni e risposte dell’organismo. Lo sviluppo delle neuroscienze ha permesso negli ultimi anni di comprendere sempre meglio alcuni dei meccanismi biologici che accompagnano la relazione terapeutica. Concetti come empatia, aspettativa, fiducia e relazione non vengono quindi affrontati esclusivamente da un punto di vista psicologico, ma messi in relazione con precisi meccanismi fisiologici. Il testo è composto da otto capitoli, suddivisi in paragrafi, ciascuno dedicato a uno specifico argomento e sviluppato in maniera dettagliata. Il primo capitolo affronta l’evoluzione della cura e della medicina nella storia, partendo dagli organismi unicellulari, passando attraverso gli animali e i primati, fino ad arrivare all’essere umano. È un capitolo particolarmente interessante perché permette di riflettere sull’origine dei legami affettivi e sulla progressiva nascita di un’etica professionale e umana. Pur essendo introduttivo, pone interrogativi importanti sulla nostra esistenza come esseri umani e come professionisti della cura.

Il secondo capitolo prosegue affrontando lo sviluppo della medicina e alcuni aspetti scientifici ed etici della sperimentazione animale, iniziando da uno dei più noti esperimenti di Galeno sui vasi sanguigni.

Nei capitoli successivi Benedetti approfondisce, attraverso il riferimento a numerose ricerche scientifiche, concetti quali i sintomi e la sensibilità interocettiva, collegandoli ai circuiti di trasmissione nervosa e ormonale, sia ascendenti sia discendenti. Particolarmente interessante è la parte dedicata all’elaborazione del dolore, nella quale vengono presentate ricerche condotte attraverso tecniche di neuroimaging. Il dolore emerge così come un fenomeno complesso, la cui comprensione richiede di considerare non soltanto il segnale periferico, ma anche i processi attraverso i quali il sistema nervoso lo riceve e lo elabora. Il libro prosegue affrontando aspetti quali motivazione, ricompensa, empatia e compassione, mettendoli in relazione con l’attivazione del sistema nervoso centrale e con le risposte ormonali dell’organismo. Questa parte consente di comprendere quanto fenomeni apparentemente appartenenti esclusivamente alla sfera psicologica possano essere studiati anche attraverso le loro correlazioni biologiche e fisiologiche. Il sesto capitolo è dedicato all’effetto placebo, alla sua importanza e al suo ruolo nelle terapie mediche. Attraverso numerosi riferimenti sperimentali, l’autore mostra l'importanza delle aspettative del paziente nei confronti di una determinata terapia. La relazione positiva tra medico e paziente assume così un significato terapeutico particolarmente interessante: parole, comportamenti, aspettative e contesto della cura possono partecipare alla risposta complessiva del paziente. Il testo termina con due capitoli: uno dedicato al paziente affetto da demenza e l’ultimo ad alcuni meccanismi di difesa dell’organismo e alla loro evoluzione.

Nel complesso, il libro è ben strutturato e si rivolge soprattutto ai professionisti del settore sanitario. Al suo interno sono infatti presenti informazioni approfondite di biologia, anatomia e fisiologia, accompagnate da numerosi riferimenti alla ricerca scientifica.

Uno degli aspetti che considero più interessanti è proprio il modo in cui vengono presentate le informazioni: i concetti non vengono semplicemente esposti per essere memorizzati, ma vengono spiegati, argomentati e collegati alle ricerche dalle quali derivano. Il lettore può così comprendere non soltanto un determinato fenomeno, ma anche il percorso scientifico che ha permesso di studiarlo.

Proprio per questo non considero Il cervello del paziente un libro da leggere velocemente. È un testo da studiare, comprendere e, soprattutto, mettere in relazione con la propria esperienza professionale. La sua complessità richiede attenzione, ma rappresenta allo stesso tempo uno dei suoi maggiori punti di forza.

Come fisioterapista e osteopata, considero questo libro particolarmente utile per chi lavora quotidianamente con i pazienti. Comprendere meglio i meccanismi biologici che accompagnano dolore, aspettative, empatia, placebo e relazione terapeutica può infatti aiutarci a riflettere più profondamente non soltanto su che cosa facciamo durante un trattamento, ma anche su come entriamo in relazione con la persona che stiamo trattando.

Recensione completa
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