
Guida ai sentieri del corpo
Come trovare, muscoli, ossa e altro
Anatomia, anatomia palpatoria, terapia manuale e fisioterapia.

ANNO
2020
EDITORE
Edi-Ermes
EDIZIONE
3
ISBN
978-88-7051-352-3
AUTORE
A. Biel
Perché leggerlo
Una guida pratica per imparare a riconoscere attraverso la palpazione ossa, muscoli, tendini, legamenti e altre strutture del corpo. Aiuta a costruire una vera e propria “mappa” del corpo, collegando punti di riferimento anatomici e strutture muscoloscheletriche. Le numerose illustrazioni rendono più semplice comprendere e localizzare le diverse parti del corpo. È particolarmente utile per chi studia o pratica massoterapia, fisioterapia, osteopatia e altre discipline manuali
RECENSIONE COMPLETA
Se si dovesse descrivere Guida ai sentieri del corpodi Andrew Biel con una sola frase, si potrebbe definire un atlante di anatomia palpatoria trasformato in una vera e propria “mappa per navigare nel corpo umano”. È proprio questa, infatti, l’idea originale alla base del libro: non limitarsi a conoscere l’anatomia attraverso le immagini e le descrizioni dei testi, ma imparare progressivamente a riconoscere con le mani ciò che si è studiato. Il principio da cui parte l’autore è semplice, ma fondamentale per chiunque lavori con il corpo: prima di poter valutare o trattare una struttura anatomica, è necessario essere in grado di trovarla con precisione. Da questa premessa nasce una sorta di guida turistica del corpo umano, attraverso la quale il lettore viene accompagnato nell’esplorazione di ossa, muscoli, tendini, legamenti e delle altre strutture che possono essere individuate attraverso la palpazione. Il corpo viene così presentato quasi come un territorio geografico da esplorare: le ossa diventano punti di riferimento, i muscoli possono essere immaginati come strade, le inserzioni come confini e le diverse strutture anatomiche come luoghi che il professionista deve imparare a raggiungere e riconoscere. Questa particolare impostazione rende il testo intuitivo e, sotto molti aspetti, più accessibile rispetto a un tradizionale atlante anatomico, perché trasforma la conoscenza teorica in un’esperienza concreta e manuale. È proprio questo uno degli aspetti che rende il volume particolarmente interessante per la formazione di fisioterapisti, osteopati, massoterapisti e, più in generale, per tutti quei professionisti sanitari che utilizzano la palpazione come parte del proprio lavoro. L’edizione del 2020 conta 512 pagine ed è caratterizzata da una notevole ricchezza di materiale iconografico. Il testo è organizzato in sette capitoli, sei dei quali dedicati a differenti regioni corporee, e presenta un’enorme quantità di materiale visivo: oltre 1.100 illustrazioni, rappresentazioni anatomiche, indicazioni delle strutture palpabili, immagini dedicate ai trigger point, esercizi di autovalutazione, video didattici, immagini di anatomy body painting, casi di studio e risorse audio. Particolarmente interessante è anche la componente digitale associata al volume, che mette a disposizione 51 video didattici dedicati alla palpazione, offrendo così la possibilità di integrare la conoscenza teorica con una dimostrazione visiva del gesto palpatorio. Tra i principali punti di forza del libro vi sono certamente la qualità e la quantità delle immagini e la capacità dell’autore di evitare, per quanto possibile, di rendere l’anatomia inutilmente complessa. Il linguaggio è diretto, concreto e prevalentemente didattico, caratteristica che rende il volume adatto sia allo studente che si avvicina per la prima volta all’anatomia palpatoria, sia al professionista che desidera avere a disposizione un testo da consultare rapidamente durante il proprio percorso di studio o di lavoro.
Proprio per questa sua natura, tuttavia, non lo considero necessariamente un libro da leggere dalla prima all’ultima pagina come si farebbe con un normale testo teorico. Il suo valore emerge soprattutto quando viene utilizzato come manuale operativo, da tenere vicino al lettino o allo spazio di lavoro: si individua la regione anatomica di interesse, si osservano i riferimenti, si ripassa il percorso necessario per raggiungere la struttura e successivamente si porta quella conoscenza sul paziente, verificandola attraverso la palpazione. In questo senso Guida ai sentieri del corposi dimostra molto più efficace come strumento pratico di consultazione e di apprendimento che come semplice libro da leggere. È importante, però, sottolineare anche un limite del volume: non si tratta di un manuale completo di valutazione clinica. Imparare a individuare e palpare correttamente un muscolo, un tendine o un’altra struttura anatomica non significa automaticamente essere in grado di comprendere perché quella struttura sia dolente, alterata o coinvolta in un determinato quadro clinico. La palpazione rappresenta quindi uno strumento di conoscenza e di valutazione che deve essere inserito all’interno di un processo clinico più ampio, che comprende anamnesi, osservazione, ragionamento clinico e integrazione delle diverse informazioni raccolte. Questo limite, tuttavia, non riduce il valore del libro rispetto al suo obiettivo principale, che è quello di costruire una solida competenza nell’orientamento anatomico e nella palpazione.
In conclusione, Guida ai sentieri del corpoè un manuale che consiglierei ai professionisti dell’ambito sanitario e agli studenti che desiderano sviluppare una buona conoscenza dell’anatomia palpatoria. Il suo merito principale non consiste semplicemente nello spiegare che cosa si trova all’interno del corpo umano, ma nel tentativo di insegnare progressivamente come raggiungere, riconoscere e comprendere attraverso le mani ciò che è stato studiato sui libri. Ed è proprio in questo passaggio, dalla conoscenza dell’anatomia alla capacità di orientarsi concretamente nel corpo, che il libro trova la sua maggiore forza: non offre soltanto una descrizione del territorio, ma insegna, passo dopo passo, come percorrerlo.